L’auto del popolo festeggia 80 anni

L’auto del popolo festeggia 80 anni

La sua storia è un pezzo di storia europea e mondiale.
L’”auto del popolo” ha compiuto 80 anni: il 28 maggio 1937 nacque a Berlino quella che oggi conosciamo come Volkswagen, all’epoca battezzata “Gesellschaft zur Vorbereitung des Deutschen Volkswagens mbH”, tradotto: Società per la preparazione dell’Auto del Popolo Tedesco.
 
Obiettivo: rendere l’automobile accessibile a tutti.
La motorizzazione di massa rientrava infatti tra i punti della propaganda del regime Nazionalsocialista guidato da Adolf Hitler, che sfruttò come leva anche il sogno di una mobilità democratica, accessibile a tutte le classi sociali, concetto che sin dagli esordi delle prime automobili affascinava tutti.
Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, con un’Europa da ricostruire e una Germania a brandelli, gli inglesi presero il comando dello stabilimento e della città in cui si trovava, e gettarono le basi del successo di Volkswagen. Nel dicembre del 1945 iniziò finalmente la produzione del Maggiolino sotto la guida degli inglesi che gettarono anche le basi per il respiro globale del marchio, con esportazioni a partire dal 1947.
Il Maggiolino segnò non solo una svolta nella storia della mobilità privata, ma anche il record di auto più venduta del suo tempo, con ventuno milioni e mezzo di unità prodotte, protagonista della più grande rivoluzione democratica della mobilità del Dopoguerra
Nel 1949 l’azienda tornò nelle mani dei tedeschi con gestione statale – l’amministrazione fiduciaria fu assegnata al governo federale tedesco e la
gestione venne affidata allo Stato della Bassa Sassonia,  e contribuì non poco al miracolo economico tedesco.
Con l’alta domanda per il Maggiolino e il Transporter  conosciuto come Bully , fu necessario costruire altri stabilimenti, dal 1956 il Bully venne prodotto ad Hannover.
Nel 1952 fu fondato il primo importatore ufficiale in Canada, seguito nel ’53 dalla controllata brasiliana “Volkswagen do Brasil Ltda.”.
Il 1960 vide la privatizzazione della maggior parte delle aziende statali, e Volkswagen venne convertita in una società per azioni. Al tempo, contava già 64.100 collaboratori e produceva 888.500 veicoli l’anno.
Nel 1965 Volkswagen acquisì Auto Union GmbH, che si fuse con NSU Motorenwerke Aktiengesellschaft nel 1969 per formare l’odierna Audi AG.
Nel corso degli anni la storia mondiale ha influito sulla storia della Volkswagen, che però è riuscita a sopravvivere alle crisi e a crescere sempre di più: fra il 1973 e il 1975, i passaggi da motori raffreddati ad aria a quelli raffreddati ad acqua e da trazione posteriore ad anteriore simboleggiarono una pietra miliare per il Gruppo e il principio di una nuova era.
I modelli Passat, Scirocco, Golf e Polo portarono l’Azienda fuori dalla crisi del 1973 dovuta al declino dei volumi di vendita e allo shock dei prezzi del petrolio.
La Golf – altra vettura simbolo tutt’ora in produzione  della quale sono state vendute più di 33 milioni di unità a oggi, avanzò rapidamente fino a diventare la degna erede del Maggiolino.
Dalla metà degli anni 80 ai giorni nostri si aggiunsero al Gruppo altre marche: Seat , Škoda , Bentley , Bugatti , Lamborghini , Porsche , MAN , Ducati  e Scania .
Volkswagen Financial Services AG raggruppa tutti i servizi finanziari e con la recente MOIA il Gruppo è ora attivo anche nel settore dei servizi di mobilità. Nel 1985 con un precoce sbarco nel mercato cinese, Volkswagen si è assicurata una bella fetta di mercato e attualmente il Gruppo opera con due joint venture di partner cinesi e una terza seguirà presto.
Nonostante lo scandalo “Dieselgate” scoppiato a settembre 2015, lo scorso anno il colosso di Wolfsburg è stato capace non solo di non affondare, ma anche di continuare a crescere, diventando il primo costruttore al mondo per numero di auto vendute.
Oggi il colosso tedesco dell’automotive conta 12 marche, 120 stabilimenti di produzione in quattro continenti, più di 620.000 collaboratori e oltre 10 milioni di veicoli venduti in tutto il pianeta ogni anno.
E per il futuro, la sua “TOGETHER  Strategy 2025” punta a divenire fornitore leader di mobilità sostenibile, digitalizzazione, mobilità elettrica, guida autonoma e nuovi servizi per i guidatori di domani.
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